In evidenza

2013.10 – Open Signal

open_signalFind the best signal in your area!
Finalmente, attraverso un sito con dominio registrato in Georgia (USA), è possibile avere una qualche indicazione sulla copertura di rete degli operatori telefonici italiani.
C’era bisogno degli americani, anche in questo caso: perchè, si sa, conoscere la reale copertura delle reti 3G/4G in Italia è quasi impossibile, essendo uno dei segreti di stato meglio custoditi.
Se si chiede a ciascun operatore com’è la copertura, la risposta è ovvia: tutti coprono tutto. Si, d’accordo…
Il sito può risultare utile nel caso di acquisto di scheda dati ed utilizzo in aree periferiche ed agricole, in sostituzione dell’ADSL, che ovviamente manca.
Fate le vostre verifiche.
Link: http://opensignal.com/

Foto: Croazia, 2007

Annunci
In evidenza

2013.9 – Come passa il tempo

Il sito che vi segnalo mostra una cronologia della storia del World Wide Web: date principali, browser, le tecnologie e le idee.
Sono rimasto sorpeso nel vedere che molti passaggi “pionieristici” li ho vissuti in prima persona, come se la storia fossimo già noi (io).
Ricordo, a onor del vero, che a Treviso la connettività ad Internet tramite modem 28.800 bps la fornì per prima la Benetton, attraverso il suo provider “La Ghirada”, prima ancora della Telecom – allora statale – che arrivò un paio d’anni dopo. Gente illuminata, che possiamo solo ringraziare. L’abbonamento costava L. 400.000/anno e la telefonata era a carico dell’utente; vi ricordate quante urla, anche in casa: “Scollegati, che mi devono telefonare!” Correva l’anno 1996.
Percorrete anche voi questa strada del tempo, non mancherà di riservarvi qualche sopresa, e qualche bel ricordo.
Link: http://webdirections.org/history/

In evidenza

2013.8 – Privacy in rete. Boh.

Degli oltre 22 milioni di utenti italiani di Facebook, più di 3 milioni sono minorenni (il 15 per cento, secondo l’Osservatorio social media di Vincenzo Cosenza).
I ragazzi ovviamente  vivono il presente, l’immediato. Il progresso tecnologico ha azzerato lo spazio tra il pensiero e l’agito, si rielabora meno quello che viviamo e quindi pensiamo poco alla conseguenza delle nostre azioni.
Una faccenda che riguarda anche noi adulti. Io, ad esempio, non posterei mai una foto di profilo con mio figlio di 3 anni, invece molti lo fanno. Mostrano anche interni delle proprie abitazioni, regalando ai ladri ricognizioni gratuite. Tutti taggano tutto, in pratica rendendo pubbliche le proprie informazioni.
Si consideri infine che il 55 per cento dei ragazzi americani fornisce agli sconosciuti informazioni personali. Il 71 per cento poi non ha alcun problema a mettere nelle impostazioni del proprio profilo Facebook l’indirizzo di casa e quello di scuola.
Pare necessario, sempre di più, frequentare corsi di “Media education” sia per nativi digitali che per gli adulti che dovrebbero controllarli (sic). Amen.

Link: Corriere della Sera

Foto: 2013, Venezia.

In evidenza

2013.6 – Sul serio! Ci possono spiare per legge.

L’ Italia non vuole essere da meno degli USA: il governo ci può spiare.
Un decreto legge dell’ex governo Monti permette di acquisire i dati personali degli italiani senza autorizzazione della magistratura.
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 24 gennaio 2013
Direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale. (13A02504) (GU Serie Generale n.66 del 19-3-2013)

L’articolo 11 del decreto infatti obbliga gli operatori di telecomunicazioni e gli Internet service provider (ma non solo: anche per esempio a chi gestisce gli aeroporti, le dighe, i servizi energetici, i trasporti) a garantire alle autorità l’accesso alle proprie banche dati per non meglio specificate “finalità di sicurezza”, senza che sia prevista una autorizzazione della magistratura o del Garante per la protezione dei dati personali.
Si tratta di un principio assolutamente inedito nel nostro ordinamento, di dubbia costituzionalità, passato nel silenzio. Seguite il link e leggete il testo. Non pensate: ” Ma io non ho nulla da temere!“.
Non è detto che saranno sempre e solo i buoni a leggere i vostri dati.

In evidenza

2013.3 – I love Ubuntu LiveCD

Ubuntu, la nota distribuzione Linux, è arrivata alla versione 12.10. Linux, per chi non lo sapesse, è un sistema operativo gratuito, facile da utilizzare, praticamente immune da virus, ricco di funzionalità comparabili a IOS 6 / Win 8.
Scaricando da qui il sofware, si può sfruttare una comoda opportunità che è il LiveCD.
In pratica: dopo aver masterizzato in un CD l’immagine ISO si ottiene un CD di sistema che si avvia dal lettore del pc. Ubuntu si carica in RAM e vi permette di avere una macchina (quasi) virtuale con la quale navigare in Internet in ottima sicurezza. Abbinato a TorProject, e mascherando il MacAddress della vostra scheda di rete, potrete provare il brivido d’essere degli hacker.
L’importante è non fare nulla d’illegale, s’intende.
Comunque il liveCD serve anche a:
– provare una sessione demo su una macchina prima di installare Linux e verificare se l’hardware funziona come previsto;
– verificare il look&feel della distribuzione;
– risolvere i problemi di Windows su un computer che non dispone di un sistema dual-boot;
– ricercare soluzioni anti-virus per problemi su un sistema Windows e anche di recupero di dati;
– ridimensionamento delle partizioni e/o l’aggiunta di una nuova partizione (s) al tuo disco rigido.
Altre spiegazioni sul LiveCD le troverete qui.

Foto: 2009 53 Biennale- Fare Mondi // Making Worlds

In evidenza

2013.3 – Cina vs Usa

ShanghaiNon amo quando il giornalismo parla di internet: spesso lo fa in maniera sensazionalistica, per creare meraviglia o, peggio ancora, disagio.
In questo caso, però, la notizia è di quelle confermate e visibile anche su siti esteri.
E’ in corso da tempo una prova di forza tra il know-how cinese e quello americano, cioè sulla capacità di violare i rispettivi sistemi informatici. Ricordo che Internet è nato negli Usa, dove operano Google, Microsoft, Apple, Intel; ma dall’altra parte c’è una cultura millenaria, un lingua difficile e intelligenze straordinarie.
Mi collego all’articolo de “La Stampa” per i dettagli.
Leggetelo nel modo migliore, come una vera spy story, mangiucchiando patatine e Pop-Corn…