Il termine B-side ha origini nel mondo della musica, ma nel tempo è stato adottato in vari contesti per descrivere aspetti secondari, contenuti alternativi o nascosti che, pur non essendo al centro dell’attenzione, possono avere un valore particolare o una qualità secondaria.
Il mainstream visivo dei social network restituisce una visione patinata che non dà forma alla realtà di ogni giorno. In questo primo articolo ho cercato il B-Side della mia città, con lo stesso rispetto che ho per il lato noto dato che, per fortuna, si può vivere senza particolare timore.
La 60esima edizione della Biennale Arte è stata intitolata Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. A mio parere una .edizione coinvolgente, attrattiva per il mio utilizzo primario ossia parco giochi fotografico. Amo le mostre immersive dove si può camminare dentro l’arte assieme ad altri spettatori, studiarne le reazioni, sentirsi parte di quello spazio; di conseguenza cercare di interpretare l’attimo con la fotografia. E’ un cambio di dimensione straordinario, meritevole di essere visitato e goduto.
Ho selezionato una piccola serie di fotografie senza intenti didascalichi o di narrazione artistica; è solo un racconto di foto di strada (o di vita) che mescola curiosità antropologica con l’arte.
Rozzol Melara è un quartiere di Trieste, conosciuto per ospitare il complesso residenziale popolare ATER comunemente chiamato “Il quadrilatero” di Melara. Il “quadrilatero” di Melara è stato progettato da un nutrito gruppo di professionisti triestini (29) e costruito tra il 1969 e il 1982 facendo proprie le teorie socio architettoniche di Le Corbusier.
Il complesso edilizio è costituito da un quadrilatero di 200 metri di lato, tagliato da una strada diagonale carrabile nord-sud che sottopassa il sistema dei servizi comuni. I due fabbricati a L, dai sette ai quindici piani, con un volume di 267.000 metri cubi che si estende su una superficie di 89.000 metri quadri, sono composti da 648 appartamenti, da 45 a 100 mq, e circa 2.500 residenti. Le chiavi dei primi appartamenti furono consegnate tra il 1979 e il 1981, soprattutto a coppie giovani.
I due edifici sono in comunicazione attraverso percorsi coperti che formano al centro una grande crociera, luogo di incontro. L’intento progettuale era di creare un villaggio indipendente fornito di tutti i servizi primari (negozi, scuole, uffici, ecc.). Il risultato però è fuori dimensione sociale: 2500 persone e 400 appartamenti connessi da un’infinità di corridoi, scale, svolte, piazze coperte, spazi comuni a carico dei condomini ma al tempo stesso accessibili da tutti. I progettisti si sono dimenticati di cosa significa camminare per centinaia di metri in corridoi semibui, illuminati da squarci di sole, poi dipinti da graffiti e murales.
La Melara ha un fascino particolare al punto che il cantante Mahmood ha girato qui il video della hit “Tuta Gold”, e lo scrittore Carlo Lucarelli ha ambientato la serie crime “La Porta Rossa”.
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