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2014.1 – Dove sei andato? Te lo dice Google.

AVVISO: questo testo si sviluppa un pò più a lungo dei precedenti: portate pazienza, leggetelo con calma perchè credo vi servirà.
Prerequisiti:
1. possedere uno smartphone con Sistema Operativo Android, anche di fascia medio bassa, dai 150/200 euro in su;
2. essere registrati in Play Store con un’email Google (mionome@gmail.com per intenderci).
Una condizione diffusissima altrimenti non è possibile scaricare nulla da Play Store, neanche – ad esempio – l’indispensabile “Torcia” per ritrovare le chiavi, perse di sera in borsa.
Altrettanto diffusa è l’abitudine di ACCONSENTIRE che il programma che stiamo installando prenda un pò il controllo del nostro telefono.
NEI FATTI Gooogle/Android ha il TOTALE controllo del terminale: dalla localizzazione alle chiamate, dagli sms alla rubrica (per i quali offre un comodo sistema gratuito di archiviazione) agli spostamenti: e, cosa NON trascurabile, memorizza tutto.
In particolare, il monitoraggio dei servizi di localizzazione ha una spaventosa ambivalenza: analizziamola.
(E’ richiesto l’inserimento dell’e.mail google e della relativa password).

1. GESTIONE DISPOSITIVI ANDROID
https://www.google.com/android/devicemanager
device
Servizio di geolocalizzazione che trova in pochissimo tempo il vostro device e lo colloca in un punto della mappa; l’importante è che lo smartphone sia collegato ad internet (con scheda dati o wifi, it’s the same). Lo vedete quel cerchietto blu? Sono io/il mio GalaxyS4, mentre stavo scrivendo il post e ho fatto lo screenshot.
Se l’avete perso in casa lo potete far squillare! Se ve l’hanno ahimè rubato potete bloccarlo e/o cancellare tutto per rispristinare le condizioni di fabbrica.
Se siete infine persone d’azione andrete ad aspettare il ladro sotto casa (meglio però avvisare prima la Polizia).

2. CRONOLOGIA DELLE POSIZIONI
https://maps.google.com/locationhistory/
La geolocalizzazione diventa strumento di monitorlocation2aggio dei vostri spostamenti, ovviamente se avete con voi il telefono.
Vedrete in mappa il vostro peregrinare a piedi, auto, moto, sci, barca, giorno per giorno.

3. CONCLUSIONI
La domanda è retorica e rivolta ad un adulto: “Accettereste ora in regalo un nuovo smartphone già perfettamente attivato, con un’email Google fatta da altri, e con il donante che vi dice di non preoccuparvi, che ha pensato tutto lui?”.
Pensateci 😉 e non ripetete, per favore, il solito vuoto ritornello “Io non ho nulla da temere”…

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2014.1 – I luoghi più fotografati al mondo

Sighstmap, l’ennesimo servizio di Google, raccoglie le fotografie pubblicate su Panoramio, Wikipedia e Foursquare e valuta le località più fotografate al mondo.
Secondo Sightmaps è New York City il luogo più fotografato al mondo.
Roma, Barcellona, Parigi e Istanbul completano il quintetto di testa, suggerendo tuttavia che probabilmente il servizio è più popolare in alcune aree del mondo rispetto ad altre. Venezia è al sesto posto, davanti a Montecarlo, Firenze, Buenos Aires e Budapest.
La mappa mostra le località che compaiono, nella maggior parte di scatti, evidenziate con il colore giallo; a decrescere le tonalità dall’arancio al viola indicano quelle meno popolari fra i turisti.  In questo modo, zoomando la mappa, si possono conoscere i luoghi più belli e attrattivi.

Link: http://www.sightsmap.com/

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2013.11 – Google &Venice

Intraprendi un viaggio!
“Benvenuto a Venezia, la città costruita sull’acqua. Viaggia lungo i canali, passeggia per le calli, sali sulle barche, attraversa i ponti e organizza la tua personale avventura in una delle città più straordinarie del mondo.”

Ebbene si, Google c’è riuscito.
Venezia è stata fotografata dalla gondola, dalle calli, addirittura sono stati fotografati gli interni di edifici e locali storici, come ad esempio il Caffè Florian. Al di là della generosa pubblicità ad una città che peraltro non ne abbisogna, voglio provare la sua efficienza come “Filo di Arianna”,  collegandomi con  il tablet negli angoli più remoti e nascosti, e vedere se mi aiuta ad orientarmi. Se qualcun altro accetta di provare, benissimo, potremo condividere l’esperienza.
Il tutto, si spera, a prova di turista nipponico o cinese 😉

Collegamento a Google Maps

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2013.10 – Digital Attak Map

Digital Attak Map è una visualizzazione, in tempo reale, degli attacchi DDoS in tutto il mondo, costruita attraverso la collaborazione tra Google Ideas e Arbor Networks.
I dati di traffico di attacco consentono agli utenti di esplorare le tendenze storiche e trovare segnalazioni di interruzioni che avvengono in un dato giorno.
Ma a cosa servono gli “Attacchi DDoS Matter”?
I Distributed Denial of Service (DDoS) possono essere usati per condizionare importanti informazioni on-line disponibili al mondo. Ad esempio, i siti durante le elezioni politiche sono portati giù per influenzare il loro risultato, i siti dei media sono attaccati per censurare i testi, le imprese sono messe fuori linea per favorire i concorrenti, ed altro ancora.
Proteggere l’accesso alle informazioni è importante per Internet e importante per la libera espressione.
Per collegarsi al sito cliccare qui.

2013.10 – Arte e dintorni

biennaleLa Biennale d’Arte di Venezia di quest’anno, la 55^ edizione, è stata – usando un eufemismo – una mostra sotto tono.
Poche novità ed invenzioni. Troppo intellettualismo. Patetiche ricerche minimalistiche “Contro la mercificazione dell’Arte (…)”. L’insieme ha prodotto pochissime emozioni.
“Il Palazzo Enciclopedico” così attraente come tema si è quindi frantumato in una miriade di schegge.
Per l’apprezzamento artistico dell’opera visiva o scultorea valgono, secondo me, gli stessi canoni delle altre arti: creare almeno curiosità, meglio attrazione ed interesse, magari emozione.
Se l’approccio crea indifferenza o un vuoto imbarazzato e costringe ad andare a leggere un’artefatta (e interessata) critica per etrapolarne qualcosa, allora non ci siamo proprio.
In alcuni passaggi “d’autore” è sembrata addirittura una ben organizzata presa per il culo.
Perdonatemi il termine, ma è un sostantivo efficace e crea emozione.
In conclusione questa Biennale è stata un pò figlia della crisi economica, vista anche la scarsità di allestimenti scenografici.
Pazienza. La prossima potrà essere sicuramente migliore.

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2013.10 – Open Signal

open_signalFind the best signal in your area!
Finalmente, attraverso un sito con dominio registrato in Georgia (USA), è possibile avere una qualche indicazione sulla copertura di rete degli operatori telefonici italiani.
C’era bisogno degli americani, anche in questo caso: perchè, si sa, conoscere la reale copertura delle reti 3G/4G in Italia è quasi impossibile, essendo uno dei segreti di stato meglio custoditi.
Se si chiede a ciascun operatore com’è la copertura, la risposta è ovvia: tutti coprono tutto. Si, d’accordo…
Il sito può risultare utile nel caso di acquisto di scheda dati ed utilizzo in aree periferiche ed agricole, in sostituzione dell’ADSL, che ovviamente manca.
Fate le vostre verifiche.
Link: http://opensignal.com/

Foto: Croazia, 2007

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2013.9 – Come passa il tempo

Il sito che vi segnalo mostra una cronologia della storia del World Wide Web: date principali, browser, le tecnologie e le idee.
Sono rimasto sorpeso nel vedere che molti passaggi “pionieristici” li ho vissuti in prima persona, come se la storia fossimo già noi (io).
Ricordo, a onor del vero, che a Treviso la connettività ad Internet tramite modem 28.800 bps la fornì per prima la Benetton, attraverso il suo provider “La Ghirada”, prima ancora della Telecom – allora statale – che arrivò un paio d’anni dopo. Gente illuminata, che possiamo solo ringraziare. L’abbonamento costava L. 400.000/anno e la telefonata era a carico dell’utente; vi ricordate quante urla, anche in casa: “Scollegati, che mi devono telefonare!” Correva l’anno 1996.
Percorrete anche voi questa strada del tempo, non mancherà di riservarvi qualche sopresa, e qualche bel ricordo.
Link: http://webdirections.org/history/